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#3 Fara: un parcheggio inarrestabile?

Eccoci alla terza puntata dell’inchiesta sul parcheggio nell’area dell’ex- parco faunistico della Fara. Ricostruito l’iter istituzionale di tale progetto e le conseguenze che avrà sul tessuto urbano, oggetto della puntata odierna sarà l’opposizione che in forme diverse ha abitato la città.

Dissenso

Le voci che si alzano contro il maxi-parcheggio di nove piani sono molteplici: il PD Città Alta a novembre del 2016 la qualifica come incoerente, presa in solitudine e la definisce un grave errore, chiedendosi perché l’Amministrazione non richieda a Bergamo Parcheggi i danni (vista la perizia del collaudatore).

La commissione per il Paesaggio del Parco dei Colli di Bergamo “esprime forti perplessità in merito alla collocazione e realizzazione del parcheggio di via Fara, sia per gli aspetti paesaggistico-ambientali, sia per la salvaguardia del costruito storico, comprese le Mura venete“.

Colli

Già a gennaio 2016 un Documento viene redatto da Italia Nostra, Lega Ambiente e l’Associazione per Città Alta e i Colli di Bergamo in cui si dichiara: “rimaniamo contrari alla realizzazione del Parcheggio della Fara che appare sbagliato e antistorico. Pensiamo che la società che dovrebbe costruirlo abbia dimostrato di non avere le competenze e le qualità per realizzarlo. Siamo convinti che questa convenzione dovrebbe essere impugnata dal Comune e annullata e che sarebbe necessario ripensare da zero le necessità a cui s’intende dare risposta“.

Inizia allora un’interlocuzione con l’amministrazione che si dice pronta ad accogliere alcune delle osservazioni fatte nel documento. Si fa intendere che ci sia possibilità di dialogo, che la Giunta è disponibile all’ascolto, addirittura si sostiene che i contributi che vengono dal mondo dell’associazionismo sono preziosi: un misto tra paternalismo e benevolenza che fa commettere un grosso errore alle associazioni. Gori chiede che il documento rimanga riservato e si vada avanti nel dialogo, le associazioni si illudono che questa sia la strada da percorrere e rimangono ad attendere incontri che avverranno solo informalmente senza rendere pubbliche le loro ragioni. Il risultato? L’amministrazione guadagna tempo e la città sembra non essersi accorta della svolta di Gori.

Gli avvocati Roberto Trussardi e Rocco Gargano a gennaio 2016 chiedono venga attivata la procedura per la pronuncia di decadenza della Bergamo Parcheggi per gravi inadempienze. Per i due avvocati, esponenti di MicroMega, tale atto dovrebbe essere la naturale conseguenza del mancato rispetto della delibera di giugno 2015. Bergamo parcheggi si è rifiutata di ottemperare alle richieste, quindi la Giunta non dovrebbe che dar seguito alla sua presa di posizione. Inoltre, Trussardi e Gargano di fronte all’atto transattivo che conferma la concessione a Bergamo Parcheggi si chiedono come sia possibile che non venga istruito un nuovo bando, dato che le condizioni sono completamente variate.

Le voci di dissenso nei confronti del progetto del parcheggio della Fara non sono mancate durante questi anni, ma un episodio apparentemente secondario sembra cambiare il destino di un’opposizione che rischiava di restare minoritaria, quasi impercettibile. Le buone ragioni per opporsi erano numerose, ma la città sembrava affaccendata in altre questioni. La ferita nel cuore del centro storico sembrava lentamente rimarginarsi, di pari passo con la vegetazione che con lentezza riusciva a prendere il sopravvento sul cantiere, nonostante i rifiuti tossici.

Platani e menzogne, 70.000 metri cubi verso il Campo Utili.

Il 29 marzo di quest’anno l’abbattimento di un imponente platano, insieme a un altro molto più giovane, proprio di fronte all’area del cantiere, allerta alcuni cittadini: qualcuno solo in quel momento si rende conto che l’intenzione di realizzare il parcheggio non è stata accantonata. La passione per la politica amministrativa è poca e in molti non si erano nemmeno accorti che il Consiglio a ottobre 2016 avesse dato di nuovo l’incarico a Bergamo Parcheggi di proseguire con l’opera.

L’eliminazione del platano serve a far posto a una teleferica che sposterà il materiale di scavo fino alla zona di Valtesse, che dovrà sopportare il passaggio di oltre 7000 camion. . L’amministrazione non si preoccupa di comunicare nulla agli abitanti di Valtesse, anzi si vanta di aver previsto una soluzione efficiente e priva di inconvenienti per Città Alta. Peccato che il problema venga semplicemente spostato di 700 metri, scaricandolo su un altro quartiere, con l’arrivo della teleferica all’interno del Campo Utili.

Teleferica

I platani abbattuti erano in perfetta salute e il Comune lo sapeva benissimo, perché ha ricevuto la Relazione dal perito agrario Andrea Pellegatta su richiesta della Cooperativa della Comunità, che ha eseguito l’abbattimento. E’ stato certificato che il platano malato fosse un altro, molto vicino, ma che guarda caso non è stato abbattuto.

Tuttavia, ad arte iniziano a circolare voci secondo le quali l’abbattimento sia dovuto a una patologia degli alberi. Gli stessi operatori che procedono all’operazione smentiscono queste voci. L’amministrazione anche in questo caso è piuttosto opaca nel gestire la comunicazione: invece di ammettere che l’intervento è finalizzato all’installazione della teleferica, alle richiesta telefonica di chiarimenti sostiene che l’albero sia malato. L’Eco di Bergamo fornisce il suo contributo per rendere più credibile la menzogna e titola “Fara, giù tre platani malati. Strada spianata alla teleferica“. L’unico platano malato continua a svettare lungo via Fara, i due tagliati stavano invece benissimo. Nessun amministratore sostiene che fossero malati, ma fanno di tutto per farlo credere.
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Questo episodio è l’occasione perché alcuni cittadini inizino a incontrarsi, dando così vita al Comitato #NoParkingFara. La composizione del gruppo è varia, ma il comune desiderio di capire di più fa sì che venga scoperchiato il vaso di Pandora da cui inizia a uscire di tutto. Più si approfondisce, più aumentano le perplessità. Le scelte di Gori risultano incomprensibili. Viene aperta una pagina Facebook che comunica con migliaia di cittadini quotidianamente e parallelamente parte una raccolta firme che ha già raggiunto quota 3000. Ai balconi delle finestre di tutti i quartieri della città iniziano ad apparire le bandiere #NoParkingFara con il disegno dell’albero che è stato abbattuto. Spontaneamente decine di cittadini forniscono il proprio contributo alla campagna.

Gori è talmente in difficoltà che rompe il silenzio sul tema con una lettera alla città in cui spiega le ragioni della scelta dell’amministrazione, ma la risposta del Comitato non tarda ad arrivare. Ormai lo strappo tra chi governa la città e chi si oppone al parcheggio sembra difficile da ricucire.

Prospettive

A questo punto non è chiaro cosa potrà succedere, dal momento che il 15 luglio è previsto l’inizio dei lavori.  Difficile pensare che Gori torni sulle proprie decisioni, soprattutto dopo aver rinunciato a tutte le legittime rivendicazioni che avrebbe potuto far valere con Bergamo Parcheggi. Certo andare avanti come un caterpillar mette  in discussione l’immagine dialogante che Gori ha cercato di costruirsi e ignorare una malcontento tanto diffuso non lo aiuterà, anche in vista della ormai certa candidatura alla Regione Lombardia.

Quello che è certo è che l’attuale Sindaco appare destinato a nuovi lidi, l’eredità di un’opera tanto infausta ricadrà invece sulle spalle del centro sinistra cittadino. A quel punto sarà difficile cancellare dalla memoria dei cittadini un responsabilità politica che lascerà il segno e trasformerà per sempre il centro storico.

Nemmeno per #NoParkingFara la questione è semplice. Dopo aver fatto ogni tentativo, quali opzioni rimarranno? Se la protesta ha avuto il merito di chiarire le responsabilità politiche di una scelta tanto avventata quanto deleteria per la città, il rischio di assistere impotenti a questo scempio dimostrerebbe la difficoltà dei cittadini a incidere minimamente sulle decisioni rispetto al futuro di Bergamo. Un muro contro muro che renderà ancor più profonda la frattura tra politica e partecipazione civile. A meno che qualche incognita imprevista non giunga a rompere i piani di Gori e di Bergamo Parcheggi. Continua…

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