Anche Bergamo si schiera con la Palestina

Bergamo – Hanno suscitato molto scalpore nei giorni scorsi le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha deciso di spostare le sedi istituzionali statunitensi da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo di fatto la città come capitale dello stato israeliano e avvallandone la politica aggressiva: da più parti si sono alzate proteste e critiche, a partire dalla Palestina per poi diffondersi in tutto il mondo. Difficile infatti non rilevare come questa mossa possa aggravare il già fragile equilibrio della zona, in cui Israele ormai da decenni mette in atto azioni militari e politiche repressive contro la popolazione palestinese, violando più volte gli accordi internazionali.

Anche questa volta, Bergamo si mobiliterà in solidarietà alla Palestina: diverse associazioni hanno organizzato un presidio oggi, dalle 15 al piazzale della stazione, per ribadire che Gerusalemme deve restare una città aperta a tutti e per richiedere un intervento della comunità internazionale, contro la politica aggressiva e invasiva dello stato israeliano verso la popolazione palestinese. Il presidio è stato lanciato dall’associazione Giovani Palestinesi d’Italia e ha raccolto già numerose adesioni tra le realtà cittadine e non solo, da associazioni a movimenti sociali attivi sul territorio, come Unione Inquinini, Il Porto di Dalmine, il Comitato di lotta per la casa di Bergamo, quello antisfratti di Brescia, il nodo bergamasco della lista di Potere Al Popolo, Rifondazione Comunista e altre sigle, tra cui anche la Comunità musulmana di Bergamo.

L’iniziativa vuole dimostrare solidarietà e supporto al popolo palestinese, senza distinzioni tra credenze religiose o politiche di sorta, oltre a intimare la comunità internazionale a prendere una posizione netta sulla questione, ovvero quella di non accettare silenziosamente la decisione di Trump e degli USA, per  dimostrare la solidarietà alla Palestina e al popolo che la vive.

 

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