Le false verità sul parcheggio della Fara

Bergamo- Non si ferma il polverone sul parcheggio della Fara: l’ultima puntata della saga, che ormai da un anno e mezzo accende il dibattito cittadino, ha tra i suoi protagonisti addirittura l’Unesco. Infatti, nel marzo scorso, il comitato di cittadini e cittadine Noparkingfara, insieme all’ Associazione per Città Alta e i Colli di Bergamo e Legambiente, aveva inviata all’organo internazionale una segnalazione, che riassumeva le perplessità riguardanti il progetto; in particolare, l’idea della segnalazione nasceva dalla constatazione della mancata inclusione del progetto del parcheggio e la sua destinazione a prevalente sosta turistica nella documentazione presentata per il dossier UNESCO e nel piano di gestione.

In estate, poi, il comitato aveva invitato le persone a inviare cartoline all’Unesco, segnalando le criticità del parcheggio; proprio a quest’iniziativa aveva fatto allusione un comunicato del Centro del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, che ad agosto aveva evidenziato la segnalazione della criticità da parte di cittadini di Bergamo, facendo probabilmente riferimento all’arrivo di un alto numero di cartoline giunte presso i loro uffici. Nel frattempo, oltre al colloquio con Cantone per il procedimento di vigilanza dell’ANAC, a luglio, in consiglio comunale la giunta aveva dovuto rispondere all’esposto del comitato, che rilevava imprecisioni nella relazione del comune all’UNESCO, in particolare, sulla dicitura per cui “il parcheggio in costruzione è ben distante dalle Mura ed è posto a centinaia di metri dalla Rocca”.

Ma il terremoto vero e proprio risale a tre settimana fa, quando è uscita la notizia che ICOMOS (‘Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti’, organo consultivo e braccio operativo di Unesco che si occupò della stesura del dossier di candidatura delle Mura di Bergamo a patrimonio dell’Unesco) aveva mandato al Comune di Bergamo una lettera piuttosto dura, con critiche ad alcuni punti sostanziali del progetto (flussi di traffico, inquinamento…) e accuse ad aspetti taciuti dalla giunta, come lo studio di impatto archeologico, l’analisi idreogeologica e l’analisi geologica. Il 29 settembre in conferenza stampa il sindaco Gori ha sottolineato il proprio fastidio per la lettera dell’ente, accusando Icomos di riportare nel documento informazioni ed accuse palesemente false, suggerite da ‘terzi’, ed annunciando che il lunedì successivo una nuova relazione di risposta del comune sarebbe stata inviata tramite il Ministero dei Beni Culturali, documento che però non sembra aver dissipato tutti i dubbi. La vicenda appare doppiamente grave se si considerano le discrepanze tra quanto riportato dall’Icomos (la mancata menzione del progetto del parcheggio ai tempi della candidatura delle mura di Bergamo a patrimonio dell’UNESCO, nel Luglio 2017) e la versione del comune, che con atto ufficiale protocollato e nelle vesti del consigliere Amaddeo sosteneva un’interlocuzione costante con l’Unesco, alla quale sarebbero state elencate tutte le caratteristiche del parcheggio.

Qualcosa non torna, dunque, in questa versione; pare anzi che due anni fa, ai tempi della visita dell’Unesco a Bergamo, la giunta comunale non sia stata molto chiara sulle proprie intenzioni riguardo al progetto; per questo motivo l’ICOmos ha annunciato una seconda visita a Bergamo nelle prossime
settimane. Se il comune continua a fare orecchie da mercante, però, il comitato Noparkingfara  non molla e va all’attacco, chiedendo le dimissioni del consigliere Amaddeo, lista Gori, per aver dichiarato il falso nei documenti pubblici. Lunedì il comitato si è presentato in consiglio comunale per esporre il proprio dissenso, mostrando dei volantini esplicativi della vicenda e venendo allontanati dall’aula del Comune dalle forze dell’ordine per aver “interrotto il consiglio”, che invece è continuato a porte chiuse. Ancora una volta, quindi, la partecipazione degli abitanti alla politica istituzionale cittadina è stata resa impraticabile.

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