In piazza perché “Nessuna persona è illegale”

Bergamo- A Milano si è svolta la manifestazione a favore dell’accoglienza e contro il razzismo, sul modello di quella organizzata a Barcellona lo scorso Febbraio; un fiume di persone (più di centomila) ha percorso le vie della città, da Porta Venezia a Piazza del Cannone. Alla chiamata ufficiale del “20 maggio senza muri” della giunta Sala, si è affiancato fin da subito un fronte alternativo, fatto di soggetti impegnati da anni nell’accoglienza, associazioni, realtà sindacali e studentesche, collettivi, spazi sociali e forze politiche riunite sotto il nome di “Nessuna persona è illegale”; capofila della chiamata è l’associazione Naga Onlus, che da anni si occupa di migranti a Milano. L’obiettivo dichiarato della manifestazione è ribadire che “la società plurale sia un’occasione di crescita per tutti”, in opposizione alla politica dei muri. La rete “Nessuna persona è illegale”, però, non ha esitato a sottolineare l’incoerenza delle posizioni del comune di Milano, rappresentante locale del PD, partito che con l’approvazione del decreto Minniti-Orlando è responsabile di nuove misure securitarie e xenofobe. Per questo motivo, la rete ha dichiarato che la manifestazione non è una sfilata filogovernativa, anche perché oggi sarà solo l’inizio di un percorso volto a trasformare con proposte concrete l’accoglienza a Milano.  Le contraddizioni di parte del PD nazionale e milanese, insomma, non sono state taciute nemmeno durante la manifestazione: alcune contestazioni sono state fatte a Sala e Giorgio Gori, e molte persone hanno sfilato con cartelli che dicevano “Minniti razzista”.

La presenza bergamasca a questa data è stata su entrambi i fronti: alla chiamata del PD milanese ha risposto anche il sindaco Giorgio Gori, mentre a “Nessuna persona è illegale” aderisce la “Rete Accoglienze“, nata a Bergamo in questi mesi e formata da persone, cittadini e cittadine, lavoratori e lavoratrici, appartenenti a diversi enti e realtà sociali e coinvolte umanamente e professionalmente in diverso grado e a diverso titolo nel sistema organizzativo dell’accoglienza dei richiedenti asilo a Bergamo e provincia. L’obiettivo è quello di superare le pratiche e le retoriche dell’emergenza e ridefinire il delicato ma fondamentale compito dell’accoglienza, non solo come finalità operativa ma anche e soprattutto come obiettivo sociale, culturale e politico. La rete vuole migliorare il sistema di accoglienza, partendo dal presupposto che un’accoglienza diversa è possibile, sostenendo la presa di parola delle persone accolte, dando voce alle istanze di chi lavora a stretto contatto con i richiedenti asilo e garantendo i diritti ai lavoratori e alle lavoratrici in un periodo di distorsioni e forzature normative. In particolare, fin ora le assemblee della rete si sono concentrate sulle conseguenze della legge Minniti Orlando per la figura dell’operatore dell’accoglienza, che diventerà un pubblico ufficiale a tutti gli effetti.  Per esporre questo provvedimento e le sue conseguenze e presentarsi è stata indetta dalla rete un’assemblea pubblica il 25 Maggio alle ore 20,30 presso il Mutuo soccorso in via Zambonate 33.

 

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