L’Anticorruzione apre un procedimento sul cantiere della Fara

Bergamo – A Roma vogliono vederci chiaro in merito al procedimento che ha portato alla nuova convenzione per la costruzione del parcheggio della Fara in città alta. A scomodarsi è l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), avviando un procedimento di vigilanza che coinvolge l’amministrazione cittadina e Bergamo Parcheggi S.P.A., l’azienda che dal 2004 è concessionaria del project financing, e a cui il sindaco Giorgio Gori ha rinnovato la fiducia.

Ci sono diversi elementi su cui fare chiarezza e per questo andranno fissate delle audizioni per avere risposte da parte degli amministratori e dai vertici della Bergamo Parcheggi S.P.A.. Ma se l’amministrazione Gori fosse stata più trasparente nei confronti dei cittadini ci sarebbe stato bisogno di scomodare l’ANAC, su segnalazione dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle?

Ora ci sarà da capire perché questa opera si trascina dal 2004, perché sono lievitati i costi e quali rischi s’è assunta Bergamo Parcheggi con la nuova convenzione voluta da Gori. Diversi conti non tornano sull’iter che ha portato allo sblocco del cantiere: a mettere a repentaglio l’immagine della Bergamo Parcheggi avevano già contribuito l’arresto di Gregorio Cavalleri e le condanne di Pierluca Locatelli (entrambi in possesso di quote della società), l’azione legale della ditta Cividini (indebitamente escluso dal bando e che vince il ricorso, ma poi sceglie di non partecipare).

L’elemento che più ha lasciato perplessi gli osservatori è stato il premio assicurativo di 2.370.000 euro che Bergamo Parcheggi ha incassato da Locatelli per la frana del 2008. Non è chiaro il motivo per cui viene ritenuto responsabile dall’assicurazione proprio lui, a cui nessuno ha mai contestato le responsabilità rispetto al disastro avvenuto nel cantiere. L’imprenditore di Grumello, infatti, è stato condannato per il materiale di riporto versato nel cantiere, non per il crollo della parete in sé. Sono le sue dichiarazioni, rilasciate al Corriere della Sera il 14 settembre scorso, ad alimentare i dubbi: “C’è stato un momento in cui avevamo addosso tutti e si è concordato di far valere la nostra assicurazione… Abbiamo sempre detto e sapevamo già allora di non avere responsabilità per il crollo, ma eravamo quelli con la polizza migliore e l’abbiamo sostanzialmente offerta a Bergamo Parcheggi. La direzione lavori non era nostra, eravamo impegnati nei lavori solo per quanto riguarda gli scavi, non per la costruzione delle pareti del futuro parcheggio. Non sta a noi dire cosa sia successo e perché”.

A questo punto entra in gioco l’inerzia da parte del Comune, che invece di chiedere di visionare la perizia dell’assicurazione per capire il motivo dell’incasso di un tale premio, se ne è lavato le mani, dimenticandosi che questi soldi finiscono col finanziare un’opera di interesse pubblico. Così le dichiarazioni pubbliche di Locatelli cadono nel vuoto. Il costruttore condannato potrebbe essersi sbagliato, ma perché il centro sinistra cittadino non ha sgombrato il campo da ogni dubbio rispetto alla regolarità dell’operazione? Gli esponenti del comitato cittadino NoParkingFara hanno più volte invitato gli esponenti della maggioranza a farsi carico di questo controllo, ma non è servito a nulla. A Gori spettava la vigilanza su un’opera così importante, ma ha scelto di girarsi dall’altra parte, di far finta di nulla.

Ora arrivano da Roma per capire se è tutto regolare o meno, a causa dei mancati controlli del sindaco. Anche se non ci fosse nulla di rilevante sul piano giudiziario, il vero scandalo è che si debba intervenire per far luce su una scelta politica che è piena di ombre per via di una precisa responsabilità politica dell’amministrazione comunale. Non tocca a chi governa prendere iniziative che spettano eventualmente alla magistratura, ma il controllo è una precisa responsabilità che l’ente pubblico deve assumersi. Perché l’immobilismo degli enti pubblici rischia di alimentare il malaffare.

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