Mediaworld: 250 impiegati fuori dai cancelli per la prima fase dello sciopero

Curno – Si è svolto questa mattina davanti alla sede della Mediworld di Curno lo sciopero indetto da CGIL, CISL e UIL. Circa 250 partecipanti hanno detto no al trasferimento della sede da Curno a Verano Brianza.

La sede conta circa 500 impiegati, quindi non si tratta di punti vendita, ma bensì del centro nevralgico: la direzione generale, per intenderci. L’azienda ha comunicato con un preavviso di 40 giorni che i lavoratori verranno trasferiti, ma ci fanno sapere che a Varano Brianza non c’è lo spazio fisico per tutti i lavoratori. La scelta di MediaMarket è stata comunicata alle parti sindacali durante l’incontro di venerdi 16 febbraio a Roma, durante il quale l’azienda ha affermato l’unilaterale decisione di procedere con la chiusura dei punti vendita di Grosseto e Milano, alla stazione centrale, oltre  alla cancellazione della maggiorazione domenicale dal 90% al 30% così come disposto dal CCNL del commercio e il trasferimento della sede dalla provincia di Bergamo (di proprietà) a Varano Brianza (in affitto): un fulmine a ciel sereno, visto che l’incontro era stato programmato da parecchi mesi e aveva come ordine del giorno la discussione del solo premio e del contratto di solidarietà in vigore in alcuni punti vendita.

L’azienda afferma di trovarsi dinnanzi a perdite per 17 milioni di euro,  con gli store registrano un trend negativo (- 1 %), mentre l’online registra un balzo record (+33%). “Si tratta però di dati disaggregati”, ci fa sapere un lavoratore che preferisce rimanere anonimo per evitare ripercussioni. L’azienda vende online con il servizio di pick up nei negozi fisici. Pertanto quelle vendite record sull’online andrebbero imputate agli store e non al solo online, anche perché quella merce viene movimentata dai punti di vendita. Sembra una scelta voluta, anche perché molti prodotti ed assicurazioni che vendiamo consentono un buono spesa sull’online ed il costo imputato sul negozio. Con queste premesse basta un solo mese di scarse vendite sullo store ma alte vendite sull’online per rientrare nei radar della direzione aziendale. Inoltre, la cosa più fastidiosa è che l’azienda non procederà con i licenziamenti: ci hanno comunicato che da Grosseto i lavoratori verranno trasferiti. Il dramma però riguarda anche la conformazione dei trasferimenti, in quanto a Grosseto lavorano 5 coppie. Oltre al danno la beffa, trattandosi di trasferimenti e con la poca chiarezza di MediaWorld il rischio è trasferirsi per vedersi di nuovo un esubero fra qualche mese.

L’appuntamento con gli scioperi non si ferma alla sola giornata di oggi, venerdi 2 marzo; infatti per la giornata di domani 3 marzo è previsto un secondo round. A scioperare in tutta Italia saranno i negozi. Si preannuncia un marzo particolarmente caldo per Media Market e la propria direzione.

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