La serrata dei bugiardi

BERGAMO – Questa volta i NoParkingFara non sono rimasti in paziente attesa delle decisioni del Comune, ma hanno deciso di farsi sentire: il consiglio di ieri, lunedì 19 febbraio 2018, è stato quasi subito interrotto da cori e proteste delle numerose persone presenti e la presidente Marzia Marchesi ha deciso di sospendere la seduta.

Il 27 novembre scorso la mozione urgente presentata su richiesta dei NoParkingFara veniva approvata con il voto favorevole del centro sinistra (tranne due astenuti). Piuttosto che soccombere in Consiglio, la maggioranza che sostiene il sindaco Giorgio Gori decise di fare così: chiesero trasparenza a se stessi e si impegnarono pensando ancora una volta di depotenziare la protesta, dando un assenso formale alla delibera. L’impegno preso con la città previsto dalla mozione era l’apertura di un processo partecipativo, la valutazione dei rischi ambientali e la trasparenza in merito alle entità delle penali in caso di rinuncia al progetto del parcheggio.

Il contenuto della delibera è stato disatteso da Gori, che probabilmente sperava che la protesta questa volta si sgonfiasse una volta per tutte. Ma non è andata così: il Comitato coinvolge sempre più cittadini e riesce a mettere in scacco il centro sinistra bergamasco.

I motivi della protesta appaiono evidenti: nonostante numerosi annunci, ad oggi nessun membro del comune ha fornito informazioni chiare sugli accordi con Bergamo Parcheggi; in particolare, la denuncia del comitato riguarda il calcolo delle penali che il comune avrebbe dovuto pagare alla società se si fosse sottratto dal progetto: l’ammontare di questa cifra, mai quantificata, è stato il principale argomento con cui Gori aveva giustificato la propria virata quando nell’Ottobre del 2016, ha rinnovato con un atto transattivo la convenzione con Bergamo Parcheggi.

Alcuni esponenti della maggioranza si giustificano sostenendo che sia impossibile calcolare le penali, che solo il Tribunale potrebbe stabilire. Peccato che a smentirli ci sia un precedente: l’esempio della città di Treviso, dove Parcheggi Italia stabilisce una convenzione (identica a quella adottata a Bergamo).

Cosa fa il sindaco del PD Giovanni Manildo? Elabora una proposta al consiglio comunale, in cui prende in considerazione tutti i possibili scenari, esamina la possibilità di recedere dal contratto e presenta il calcolo del rimborso dovuto. Nulla di rivoluzionario, la semplice correttezza di un’amministrazione che non cerca di nascondere la realtà ai suoi cittadini.

Il documento del comune di Treviso con il calcolo delle penali

Ma a Bergamo non funziona così: Gori preferisce il silenzio alle risposte, opta per la segretezza invece che per la trasparenza. Quindi meglio annullare un consiglio comunale piuttosto che rispettare gli impegni assunti meno di tre mesi fa. A Gori conviene sospendere il consiglio comunale che il parcheggio della Fara.

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