I lavoratori DHL in sciopero, in Tenaris si blocca la produzione

Sciopero a oltranza in DHL

L’ispezione di mercoledì sera del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, accompagnato dalle RSU, ha rilevato che così non è possibile lavorare. Da venerdì è sciopero a oltranza, indetto dalla CGIL, perché sia per i dipendenti della DHL che per i facchini della Lynx srl in questo momento non ci sono le condizioni che prevede il decreto dell’11 marzo. Marco Sala, segretario della Filt, dichiara che “molti lavoratori non si sentono tutelati e l’indizione dello sciopero garantisce loro la possibilità di rimanere a casa; come sindacato riconosciamo gli sforzi dell’azienda ma secondo noi oggi la tutela della salute di fronte a un’emergenza come quella del CoronaVirus non è garantita. E’ difficilissimo per tutti oggi reperire le mascherine. Non ci sono davvero le garanzie di cui avremmo bisogno per lavorare con serenità, rimaniamo in attesa di indicazioni più stringenti da parte del Governo”.

Gli operai ci arrivano prima, stop alla Tenaris

Già da due settimane gli operai della Tenaris si sono resi conto che in fabbrica lavorare così non era possibile. Mano a mano che la consapevolezza sulla facilità di contaminarsi è cresciuta le richieste operaie si sono fatte più pressanti. Giovanni Bianchini, RLS della FIOM del reparto acciaieria, ci racconta come è stato chiesto il sapone liquido invece della pasta per lavarsi le mani, i disinfettanti per i tavoli di lavoro, un adeguato numero di mascherine per tutti.  Ma la preoccupazione aumentava con le notizie che chiarivano l’entità del pericolo e la facilità son cui il CoronaVirus si propaga. “Noi già operiamo in una situazione in cui non ci si può certo permettere di sbagliare, con l’acciaio liquido a 1600 gradi; il personale è drasticamente diminuito perché molti lavoratori si sono ammalati nelle ultime due settimane e così l’azienda ha dovuto ridurre la produzione. Se non raggiungiamo il numero minimo di persone necessarie per la produzione a regime (il tecnologico), la produzione non può funzionare a pieno regime. Il lavoro delle RSU ha portato a un confronto con l’azienda che di fornte alle pressioni operaie ha deciso il blocco di tutti gli impianti ad eccezione delle commesse necessarie al settore sanitario e al rifornimento energetico del territorio”. Ma Bianchini precisa che a lavorare saranno solo “operatori volontari”. “Non è stato nemmeno necessario minacciare lo sciopero, l’azienda stessa è consapevole che in questo momento non ha senso continuare  a produrre in queste condizioni, sebbene siano state sanificate le persone, le cabine dell’acciaieria, gli operai non avrebbero garantita una tutela sanitaria”.

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