Taser: anche a Bergamo la mozione di Antigone?

Bergamo– Che il tema sia attuale, non c’è dubbio; che fosse anche tra gli interessi dell’amministrazione, era stato più volte sottolineato. Come promesso nella sua lettera aperta in risposta all’invito del comitato Bergamo Bene comune all’incontro informativo sul tema, il vicesindaco Gandi, assessore alla sicurezza, ha organizzato un incontro con l’associazione Antigone, promotrice dell’appello ai consigli comunali delle città con più di 100.000 abitanti per la messa a bando del taser.

Durante il colloquio con Bergamo Bene Comune ed Antigone, il vicesindaco ha chiarito la volontà di informarsi per poter prendere, entro qualche settimana, una decisione ponderata sulla possibilità che la mozione venga presentata in consiglio comunale; ha poi sottolineato anche le forti perplessità che questo tipo di arma gli suscita, come già sottolineato in diverse interviste.

Sulla stampa cittadina, infatti, da giorni, si susseguono botta e risposta tra l’assessore e diversi interlocutori (sindacati di polizia, il ministro Salvini, le opposizioni) riguardo proprio all’utilizzo di questo strumento, la pistola a impulsi elettrici, prevista nel decreto sicurezza con una sperimentazione su 11 città iniziata ad aprile 2019. L’arma, tuttavia, già in uso negli Stati Uniti, è stata al centro di diverse polemiche in quanto letale: infatti in caso di problemi cardiaci, neurologici o gravidanze, gli effetti degli impulsi elettrici sono stati responsabili della morte delle persone su cui la polizia lo aveva utilizzato.

Inoltre, diversi sindacati sottolineano la mancanza di linee guida chiare per gli agenti di polizia locale, che potrebbero avere in dotazione un’arma di cui non si hanno ancora nemmeno le relazioni da parte del ministero della Salute. Insomma, una mossa che sembrerebbe quasi tutta politica quella del ministero degli Interni, che non rispecchia l’esigenza dei vigili urbani (in un contesto tra l’altro di calo di reati) e nemmeno quella delle amministrazioni cittadine.

 

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