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Contro il parcheggio della Fara consegnate a Gori 6400 firme

BERGAMO – Le firme raccolte contro la costruzione del maxi parcheggio sono oltre 6400 e per raccoglierle ci sono voluti solo tre mesi, quelli dell’estate. Il comitato No Parking Fara le ha consegnate direttamente al sindaco Giorgio Gori. E davanti Palazzo Frizzoni è stato fatto anche un presidio, con tanto di bandiere e slogan contro la costruzione dell’opera.

Partita i primi di giugno, la raccolta firme ha raggiunto oltre seimila adesioni attraverso banchetti informativi, appelli online tramite la piattaforma Change.org, e con il sostegno di diversi locali pubblici. Chi ha firmato chiede all’amministrazione lo stop ai lavori, nel rispetto del patrimonio urbanistico e del riconoscimento Unesco alle mura veneziane, in tutela dell’ambiente e della vivibilità. Il comitato ha chiesto un incontro con il sindaco per avere una risposta ufficiale sulla petizione. E così dopo mesi Giorgio Gori ha rotto il silenzio: si è presentato nella sala del comune in cui il comitato ha consegnato le firme.

Ma il confronto che c’è stato tra le parti non ha portato a un accordo: “Voi avete le firme ma la democrazia rappresentativa ci ha dato un mandato e la legittimità di andare avanti. Il futuro della mobilità di Bergamo dipende anche da questo progetto e non ci fermeremo” ha detto il sindaco Gori.

Questa battaglia è diventata un paradigma della debolezza del modello partecipativo della giunta bergamasca, in difficoltà nel gestire qualunque forma di dissenso e mai aperta al dialogo – spiegano i No Parking Fara – la consegna delle firme non è la conclusione della nostra iniziativa: è solo il primo passo di un’opera di informazione della popolazione su un tema vitale per il futuro della città. Rinnoviamo la richiesta di trasparenza all’amministrazione, riguardo l’ammontare delle millantate penali relative al contratto stipulato con Bergamo Parcheggi, richiesta avanzata ormai da mesi ma tuttora inevasa”.

Gli attivisti si chiedono, inoltre, “perché i residenti della Fara non siano stati ancora convocati ed informati sull’iter dei lavori, di un cantiere che li coinvolgerà pesantemente”. Per questo secondo il comitato la giunta “non ha rispettato le promesse elettorali che proponevano la realizzazione di una struttura di piccole dimensioni”.

Il muro contro muro andrà avanti e arriva in un momento delicato per il sindaco Gori, da poco designato dall’ex premier Matteo Renzi come possibile candidato del Partito Democratico a governatore della regione lombardia, per le elezioni nel 2018.

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