Celadina e Monterosso in piazza a sostegno dell’autogestione

BergamoLa giornata di domenica 17 febbraio sarà teatro di ben due iniziative in città, entrambe a sostegno di due diverse occupazioni: sono previste, infatti, due feste, una nel quartiere di Monterosso, organizzata dal collettivo della Kascina Autogestita Popolare Angelica “Cocca” Casile che cinque anni fa ha occupato e riportato in vita l’ormai vuota da tempo cascina Ponchia, e una nel quartiere di Celadina, organizzata invece dal Comitato di Lotta per la Casa di Bergamo, chen sempre cinque anni fa ha occupato gli appartamenti in via Monte Grigna 11.

E’ ormai nota la situazione in cui verte cascina Ponchia e per questo il collettivo che l’ha occupata ha deciso di organizzare un’intera giornata in quartiere, coinvolgendo alcune realtà del territorio, con musica e spettacoli, per lanciare un chiaro messaggio alla giunta Gori: motivo della giornata è infatti la decisione (che ormai pare certa) di sgomberare l’immobile, destinato ora a un progetto del Comune in collaborazione con la cooperativa Ruah. A Celadina, invece focus della giornata sarà il quinto compleanno dell’occupazione, che ha dato un tetto a diverse famiglie e giovani precari e precarie, altrimenti oggi  senza una casa.

Due diverse occupazioni in città: se la Kascina è uno spazio sociale, ove si sono susseguiti negli anni diversi incontri, dibattiti, concerti e iniziative, l’occupazione di Celadina è invece abitativa, e il suo intento è quello di quantomeno tamponare l’emergenza abitativa che da anni impdisce a singoli e a intere famiglie di avere un tetto sopra la testa. Le due occupazioni sono però accomunate dalla medesima volontà, ovvero quella di ri-consegnare alla città edifici altrimenti del tutto dimenticati dalla giunta e dalle istituzioni, se non durante le campagne elettorali, per farli rinascere e renderli punti cardine del quartiere: sia a Monterosso che a Celadina, infatti, le rispettive occupazioni hanno ridato vita a immobili che altrimenti sarebbero stati svenduti o dimenticati dalle amministrazioni locali. Con l’occupazione della cascina Ponchia e con quella di via Monte Grigna, infatti, in modi differenti si sono resi possibili veri e propri momenti di socialità e di aggregazione degli abitanti dei quartieri, momenti che, se assenti, avrebbero qualificato quelle zone periferiche della città come vuote, quasi mai di passaggio né tantomeno di sosta, disabitate, pericolose. Se la Kascina ha donato un nuovo punto di aggregazione e di socialità al quartiere di Monterosso, l’occupazione di Celadina in via Monte Grigna ha saputo dare una concreta risposta al bisogno reale di tanti e tante di avere una casa e, nel farlo, ha saputo aprirsi al quartiere, per esempio con i cineforum per grandi e piccoli organizzati durante l’estate, o con la festa di tre giorni “Celada In Strada”, organizzata ogni anno a settembre, che vede la via teatro di concerti, spettacoli, mostre e altro ancora.

In Italia ormai si stanno susseguendo sgomberi di immobili occupati da chi si pone questi obiettivi, ultimo quello dell’ex asilo di Torino. Il decreto sicurezza voluto dal ministro Matteo Salvini ha inasprito le misure cautelari nei confronti degli abitanti delle occupazioni, ma anche di coloro che fanno parte di movimenti politici e dunque di spazi sociali, o di persone che esprimono la propria solidarietà a queste esperienze. Si ricordino il famigerato censimento delle occupazioni e le varie minacce di sgombero, ormai frequenti, che sempre più spesso si trasformano in realtà, per edifici occupati sia a scopo abitativo che sociale.  Nel primo caso il rischio reale è quello di lasciare per strada diverse famiglie che un tetto sopra la testa non se lo possono permettere a causa della crisi economica, della dilagante e disastrosa precarietà; nel secondo, invece, si rischia di eliminare dai territori esperimenti di spazi sociali condivisi e veramente vissuti dal quartiere e dalla città tutta.

Per questi motivi domenica 17 febbraio Bergamo ospiterà due iniziative in sostegno a due esperienze che da anni ormai stanno dando nuova vita a parti di città ormai condannate alla svendita, all’abbattimento o all’oblio.

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