“FAI un’altra città”: Bergamo scende in piazza per la giustizia climatica e contro lo sfruttamento dei territori

Bergamo – “FAI un’altra città”: questo il nome dell’iniziativa che si svolgerà sabato 21 settembre al parco della Fara, in città alta a Bergamo. L’intento degli organizzatori è quello di riappropriarsi della città, di viverla e attraversarla, ponendo l’accento su alcune questioni ritenute fondamentali, in primis l’opposizione alla costruzione dell’autostrada Treviglio-Bergamo, per la quale si è costituito un comitato che abbiamo intervistato in questo articolo. La giornata comincerà dalle due del pomeriggio, in un continuo di musica e spettacoli, oltre alle visite guidate all’ecomostro del parcheggio in costruzione a poca distanza a cura del comitato No Parking Fara, e all’assemblea pubblica per discutere del tema della giornata.

Sono moltissime le adesioni all’iniziativa: da collettivi e comitati attivi in città a spazi sociali che nel loro quotidiano portano avanti lotte nei quartieri in cui sono radicati, ai giovani del Friday For Future che, a Bergamo come altrove, si sono già mobilitati con delle manifestazioni e ne hanno in programma un’altra per venerdì 27 settembre, come chiamato dalla rete globale di protesta per i cambiamenti climatici. L’evento è frutto di un percorso cittadino che ha coinvolto tanti di questi soggetti e che è partito ad aprile, di cui questa questa è la prima iniziativa pubblica.

Le motivazioni che hanno spinto gli organizzatori a dare vita a questa giornata sono molteplici, a partire dal netto NO alla Treviglio-Bergamo. Si legge nel testo di lancio dell’evento: “La Bergamo-Treviglio ha trovato il sostegno sia del centrodestra che del centrosinistra oltre che di Confindustria, del sistema bancario e di tutti i sindaci dei comuni attraversati da questa mostruosità. L’interesse economico appiattisce le differenze politiche, ma apre lo scontro su chi deve guadagnarci di più. Di certo non ci guadagneranno i cittadini. […] Noi pensiamo che ci sarà solo una devastazione ambientale irreversibile: sia per le condizioni di inquinamento atmosferico, sia per le coltivazioni agricole, sia per ecosostenibilità complessiva del territorio, sia per il modello economico neoliberista e predatorio a cui allude”. La giornata vuole portare al centro dell’attenzione il tema della giustizia climatica, “dobbiamo perseguire una reale giustizia climatica, in grado di individuare i responsabili delle devastazioni ambientali e tutelare chi è obbligato a pagarne i costi. Le soluzioni alla green economy appaiono come semplici palliativi, ed è evidente la doppiezza dei governi o delle grandi aziende che – appellandosi a fantomatiche svolte ambientaliste – tentano di celare alla popolazione le proprie responsabilità. L’emergenza climatica va subito riconosciuta, e immediatamente serve uno cambiamento sociale ed ecologico”.

Inoltre altro argomento sensibile riguarda le trasformazioni urbane che stanno avvenendo in città: “Città Alta e l’aeroporto di Orio al Serio sono due situazioni paradigmatiche. Città Alta è diventata un luogo simile a un luna park, in cui si sono avviati progetti pericolosi ed assurdi quali il parcheggio alla Fara; Orio al Serio ha portato a Bergamo il turista mordi e distruggi, ma anche un notevole inquinamento dell’aria e sonoro. Sempre meno sono i luoghi in cui i cittadini si possono ritrovare a discutere, sempre più sono i luoghi messi al servizio di un profitto economico privato e delle forze che attuano la predazione del territorio a discapito dei diritti all’;abitare, agli spazi e ai beni comuni, a un lavoro e un reddito dignitoso, alla cultura e alla socialità”. Il manifesto dell’evento si conclude con un accenno alla mobilità sostenibile, in cui si sottolinea come sia fondamentale che le istituzioni e coloro che govrnano i territori debbano farsi carico di una svolta ecologica e sostenibile a livello di mobilità pubblica.

 

 

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